Archivi categoria: Coltivazione Sostenibile

La semina

Semina costine
Semina costine

Diversi prodotti li seminiamo ancora a spaglio, quindi,  senza l’ausilio di macchinari che bruciano carburante.
Prediligiamo la semina sul posto al trapianto, perchè le piantine nate sul posto sviluppano un apparato radicale molto più complesso, che si traduce, in termini di benefici, in una pianta molto più rigogliosa e quindi meno bisognosa di prodotti fitosanitari.
Per quanto riguarda le piantine da trapiantare, per la maggior parte provvengono dal nostro vivaio aziendale. Questo comporta il conoscere esattamente il tipo di seme utilizzato, perchè acquistato da noi o in molteplici casi, addirittura prodotto da noi.

L’Irrigazione

Carote appena seminate
Carote appena seminate

Per quanto riguarda l’irrigazione, utilizziamo sistemi nati in Israele, composti da tubi sottili e microirrigatori che fanno gocciolare l’acqua nel terreno al livello delle radici. Questo comporta un maggiore lavoro manuale almeno nella fase iniziale, però l’acqua essendo distribuita solo nelle immediate vicinanze dell’apparato radicale e sotto la superficie del terreno, è utilizzata al meglio, riducendone molto la quantità con conseguente minor uso di pompe elettriche o a motore e quindi minor consumo di carburanti o energia elettrica e quindi minor inquinamento.

I Frutteti

alberi-da-frutto

Seguendo la nostra politica di avere un giardino e un frutteto strutturato come un grosso appezzamento ad uso famigliare ma notevolmente più grande, abbiamo frutteti non basati solamente su una varietà di frutto, ma misti. Quindi, troveremo nello stesso posto, che nel nostro caso, è ubicato parte in pianura a Monteu da Po, parte in collina a Cavagnolo, peschi, peri, meli, kiwi, albicocchi, susini, ciliegi e kaki.
Non utilizziamo nessuna concimazione per essi, né irrigazione (tranne quella dei kiwi), né estirpazione delle malerbe intorno al tronco. Questo perché utilizzando tante energie nel reparto orticolo, non riusciamo a dedicare altrettanto tempo a questo settore.
Il lato positivo, è che abbiamo frutti non tanto belli ma buoni. Proprio per cercare di mantenere il massimo di naturalità anche nelle piante da frutta, cerchiamo ove possibile, di utilizzare piante selvatiche. Ad esempio, nel caso delle prugne, ne abbiamo almeno 15 varietà.

I Fitofarmaci

pacciamatura

Sarebbe un’ipocrisia dire che non utilizziamo nessun prodotto fitosanitario, perché purtroppo il rischio di perdere l’intero raccolto, è troppo elevato. Però possiamo utilizzare pochissimi trattamenti con prodotti molto blandi, non professionali, acquistabili da qualsiasi persona non necessariamente munita di patentini professionali. Questo perché vendendo direttamente al pubblico, abbiamo tempi molto corti di conferimento dei prodotti. In pratica, il giorno prima raccogliamo, il giorno dopo vendiamo. E poi, proprio perché abbiamo un dialogo diretto con il consumatore, riusciamo anche a vendere prodotti più piccoli o leggermente deformi. Cosa che i colleghi che vendono all’ingrosso ai mercati generali o ai supermercati, non possono permettersi di fare, perché il cliente “tipo” del supermercato, esige prima di tutto, prodotti esteticamente belli, non considerando che sovente l’estetica va a discapito della qualità dei prodotti.
Per quanto riguarda i diserbanti, ne utilizziamo pochissimi, e mai direttamente sugli ortaggi, sebbene ne esistano diversi da utilizzare in questo modo. Questo perché, ad esempio, nel caso del radicchio invernale, utilizziamo ancora una tecnica che prevede, una volta che il radicchio pieno d’erba raggiunga un’altezza di 30cm, venga macinato sul campo. Nel giro di poco tempo, il radicchio riforma di nuovo un apparato fogliare imponente che copre e non lascia sviluppare le malerbe che crescono invece più lentamente.
In altri casi per contrastare le erbacce, utilizziamo pacciamature formate da nylon nero che ricicliamo per più anni aumentando ancora una volta il lavoro manuale, ma diminuendo l’inquinamento utilizzando minor quantità di nylon. Inoltre, visto il metodo d’irrigazione mirato che utilizziamo, tra una pacciamatura e l’altra, e tra le file di ortaggi, non vi è dispersione di umidità. Quindi le malerbe si sviluppano poco. Nel caso dei frutteti, addirittura lasciamo crescere prato. Questo comporta un minimo di dispersione di nutrimenti assorbiti dall’erba che si trova sotto le nostre piante da frutto, ma aumenta l’apporto di microelementi nel terreno che implica un miglior gusto del frutto. Quindi, frutti più piccoli ma più buoni.