
Sarebbe un’ipocrisia dire che non utilizziamo nessun prodotto fitosanitario, perché purtroppo il rischio di perdere l’intero raccolto, è troppo elevato. Però possiamo utilizzare pochissimi trattamenti con prodotti molto blandi, non professionali, acquistabili da qualsiasi persona non necessariamente munita di patentini professionali. Questo perché vendendo direttamente al pubblico, abbiamo tempi molto corti di conferimento dei prodotti. In pratica, il giorno prima raccogliamo, il giorno dopo vendiamo. E poi, proprio perché abbiamo un dialogo diretto con il consumatore, riusciamo anche a vendere prodotti più piccoli o leggermente deformi. Cosa che i colleghi che vendono all’ingrosso ai mercati generali o ai supermercati, non possono permettersi di fare, perché il cliente “tipo” del supermercato, esige prima di tutto, prodotti esteticamente belli, non considerando che sovente l’estetica va a discapito della qualità dei prodotti.
Per quanto riguarda i diserbanti, ne utilizziamo pochissimi, e mai direttamente sugli ortaggi, sebbene ne esistano diversi da utilizzare in questo modo. Questo perché, ad esempio, nel caso del radicchio invernale, utilizziamo ancora una tecnica che prevede, una volta che il radicchio pieno d’erba raggiunga un’altezza di 30cm, venga macinato sul campo. Nel giro di poco tempo, il radicchio riforma di nuovo un apparato fogliare imponente che copre e non lascia sviluppare le malerbe che crescono invece più lentamente.
In altri casi per contrastare le erbacce, utilizziamo pacciamature formate da nylon nero che ricicliamo per più anni aumentando ancora una volta il lavoro manuale, ma diminuendo l’inquinamento utilizzando minor quantità di nylon. Inoltre, visto il metodo d’irrigazione mirato che utilizziamo, tra una pacciamatura e l’altra, e tra le file di ortaggi, non vi è dispersione di umidità. Quindi le malerbe si sviluppano poco. Nel caso dei frutteti, addirittura lasciamo crescere prato. Questo comporta un minimo di dispersione di nutrimenti assorbiti dall’erba che si trova sotto le nostre piante da frutto, ma aumenta l’apporto di microelementi nel terreno che implica un miglior gusto del frutto. Quindi, frutti più piccoli ma più buoni.